Fibromialgia, c'entra lo zucchero

Lunedì, 07 Ottobre 2019

La fibromialgia colpisce molte persone, alle prese con un dolore diffuso, costante e intenso.
«La fibromialgia, secondo i dati disponibili, solo in Italia colpisce più di un milione e mezzo di persone e si caratterizza per i dolori muscolo-scheletrici diffusi, accompagnati da rigidità muscolare, cefalea, nausea e da una varietà di altre manifestazioni cliniche che possono comprendere in particolare astenia (stanchezza ) cronica, insonnia e depressione”, spiega a La Stampa William Raffaeli, Presidente della Fondazione ISAL, Istituto per la Ricerca di Base e Clinica sul Dolore Cronico e medico esperto in terapia del dolore.

 


“Al momento per i sintomi prevalenti di dolore e stanchezza (astenia) cronica non esistono né farmaci né protocolli terapeutici che diano certezza di esito positivo cioè capaci di avere un beneficio sicuro e prevedibile su tali sintomi, tanto che le risposte terapeutiche sono molto casuali e variabili da soggetto a soggetto. Chi prende in cura un paziente fibromialgico si trova spesso a proporre farmaci e integratori e a verificare quali poi si rivelino più efficaci e tollerati per quel particolare paziente. Lo stesso vale per la diagnosi: oggi non esiste alcun esame di precisione cioè una diagnosi sostenuta da elementi obiettivi come un esame del sangue o una radiografia e via dicendo».
Di recente, uno studio ha trovato un nesso fra un consumo eccessivo di zucchero e l'intensità del dolore percepito dai pazienti fibromialgici. I ricercatori hanno sperimentato l'efficacia di ipoglicemizzanti – i farmaci somministrati per il controllo della glicemia in caso di insulino-resistenza – nei pazienti affetti da fibromialgia, notando una riduzione nel dolore avvertito.
«Questo studio ha documentato un quadro di correlazione che presenta ancora molti dubbi che gli stessi autori segnalano dicendo che saranno necessari ulteriori studi per confermare il possibile collegamento tra insulino-resistenza e fibromialgia. Esistono al momento solo due altri studi dove gli autori hanno verificato una correlazione tra fibromialgia e diabete – spiega ancora il professor Raffaeli -. Lo studio inoltre introduce anche un elemento di caratterizzazione del dolore legandolo molto a una neuropatia delle piccole fibre che è tipica di alcuni quadri di dolore nei soggetti con diabete ma che non corrisponde al dolore specifico della fibromialgia».
La ricerca è stata realizzata su 23 pazienti, quindi i suoi risultati non possono essere del tutto attendibili.
«Dallo studio, inoltre, non emerge perché nella maggioranza delle persone con fibromialgia non sia presente una patologia diabetica o alterazione dei valori glicemici. Nel mondo ci sono milioni di diabetici con insulino-resistenza, ma non tutti sono fibromialgici e poi la sola insulino-resistenza non è in grado di spiegare perché la fibromialgia nell’80% dei casi colpisca la popolazione femminile», spiega Raffaeli.
Il nesso quindi va approfondito da ricerche con campioni molto più ampi.

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Autore

Sperelli

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