Parkinson, onde sonore per fermare il tremore

Giovedì, 28 Novembre 2019

Il tremore legato al morbo di Parkinson può essere ridimensionato attraverso l'uso di onde sonore indolori. Lo propone un team di ricercatori italiani dell'Università dell'Aquila che presenteranno i risultati di una sperimentazione nel corso della Radiological Society of North America di Chicago.
I dati indicano che il 95% dei pazienti coinvolti nello studio ha mostrato una immediata riduzione dei tremori dopo il trattamento con le onde sonore. Soltanto l'8% ha accusato effetti collaterali nei 6 mesi successivi.

 

I ricercatori hanno utilizzato le onde su piccole aree del cervello dei pazienti. Un approccio meno invasivo rispetto alla stimolazione cerebrale profonda, che pure ha dato risultati positivi in passato.
Federico Bruno del Dipartimento di Scienze biotecnologiche e cliniche applicate dell'Università dell'Aquila e primo autore dello studio commenta: "Un altro vantaggio è l'effetto immediato fornito da questo trattamento, a differenza della stimolazione cerebrale profonda che richiede un periodo di rodaggio per l'elettrostimolazione. Inoltre, il trattamento con ultrasuoni mirati richiede un ricovero più breve ed è una procedura abbastanza ben tollerata anche da pazienti più fragili".
I pazienti arruolati sono stati 39, con età media di 64,5 anni e tremori disabilitanti che non rispondevano ai normali trattamenti. La stragrande maggioranza ha beneficiato del nuovo approccio, e il follow up ha confermato l'efficacia del trattamento.
"Lo studio che presentiamo descrive la nostra esperienza di oltre un anno nel trattamento del tremore con talamotomia con ultrasuoni focalizzati - commenta Bruno -. L'applicazione clinica di questa tecnica per le malattie neurologiche è una novità assoluta: l'uso clinico è stato approvato dalla Food and Drug Administration meno di tre anni fa".

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Autore

Sperelli

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