Dormire troppo aumenta il rischio di ictus

Martedì, 11 Febbraio 2020

Dormire per oltre 9 ore di notte o per più di 90 minuti di giorno esporrebbe a un maggior rischio di ictus, quantificabile nel 25%.


Lo dice uno studio pubblicato su Neurology da Xiaomin Zhang dell'Huazhong University of Science and Technology di Wuhan, che spiega: «Sono necessarie ulteriori ricerche per capire come il fare lunghi
pisolini e il dormire di più la notte possano essere fattori legati a un aumentato rischio di ictus, ma studi precedenti hanno dimostrato che chi fa sonnellini più lunghi e dorme di più mostra cambiamenti sfavorevoli nei livelli di colesterolo e nell'aumento della circonferenza della vita, che sono entrambi fattori di rischio per l'ictus. Senza trascurare il fatto che questo stile di vita potrebbe essere indicativo di inattività».
Gli scienziati hanno esaminato 31.750 soggetti con età media di 62 anni senza precedenti ictus o altri problemi di salute rilevanti. Nel corso del follow up durato 6 anni, si sono manifestati 1.557 casi di ictus. Nell'8% dei casi, le persone hanno dichiarato di aver fatto un pisolino di oltre 90 minuti, mentre il 24% ha affermato di aver dormito 9 o più ore a notte.
L'analisi dei dati mostra che le persone che dormono nove o più ore a notte hanno il 23% in più di probabilità di andare incontro a un ictus più avanti nella vita rispetto alle persone che dormono da sette a meno di otto ore a notte.
Chi dorme meno di 7 ore a notte o tra 8 e meno di 9 ore a notte non mostrano più probabilità di avere un ictus rispetto a quelli che dormono da 7 a meno di 8 ore a notte.
Le persone che hanno riferito di aver fatto sia lunghi pisolini che lunghi sonni notturni hanno avuto l'85% in più di probabilità di avere un ictus rispetto alle persone che hanno dormito normalmente.
Gli scienziati hanno indagato anche la qualità del sonno: chi ha riferito di una scarsa qualità del sonno ha mostrato il 29% in più di probabilità di subire un ictus rispetto a chi ha affermato di avere un sonno di buona qualità.
«Questi risultati evidenziano l'importanza di una durata del sonno moderata e di una buona qualità del sonno, specialmente negli adulti di mezza età e più anziani», conclude Zhang.

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Autore

Sperelli

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