Nuovo farmaco per la narcolessia

Mercoledì, 12 Febbraio 2020

È stata autorizzata l'immissione in commercio di solriamfetol, farmaco indicato per ridurre l'eccessiva sonnolenza diurna (Esd) nei pazienti affetti da narcolessia o apnee ostruttive del sonno (Osas).

 

A renderlo noto è la casa farmaceutica che ha sviluppato il farmaco, Jazz Pharmaceuticals, che segnala il fatto che Sunosi – il nome commerciale del farmaco – è il primo inibitore della ricaptazione della dopamina e della noradrenalina approvato per trattare la Esd nei pazienti con narcolessia e l'unico autorizzato nell'Unione europea nei pazienti con Osas.
I pazienti colpiti da narcolessia dovrebbero assumere 75 o 150 mg, una volta al giorno, mentre quelli affetti da Osas 37,5, 75 o 150 mg sempre una volta al giorno.
«È importante tenere presente che l'eccessiva sonnolenza diurna, in pazienti affetti da Osas, ha delle importanti implicazioni sulla qualità di vita del paziente, sia in ambito lavorativo che nella vita di tutti i giorni», ha commentato il professor Giuseppe Insalaco, responsabile Innovative Technologies for the Study of Sleep Breathing Disorders, Irib-Cnr. «In Italia, attualmente, sono circa 200.000 le persone trattate per apnea ostruttiva del sonno e si stima che 15.000 di questi pazienti manifestino sonnolenza residua e con l'incremento dei soggetti diagnosticati nei prossimi anni aumenterà fino ad arrivare a 40.000-50.000 pazienti».
La domanda di autorizzazione si basa sui dati di 4 studi randomizzati, controllati con placebo. Gli studi hanno dimostrato la superiorità del farmaco rispetto al placebo. Gli effetti indesiderati più comuni sono: mal di testa, nausea, riduzione dell'appetito.
Quelli più gravi sono invece l'aumento della pressione sanguigna e le palpitazioni.
Solriamfetol è stato valutato in oltre 900 adulti con Esd associata a narcolessia o Osas ed è stato dimostrato che mantiene il suo effetto rispetto al placebo dopo sei mesi dall'inizio della terapia.
«La narcolessia è una malattia grave, rara e sotto-diagnosticata. In Italia si stima di avere circa 25.000 pazienti affetti da Narcolessia e Solriamfetol potrebbe essere un importante opzione di trattamento per questi pazienti», ha commentato il professor Giuseppe Plazzi, presidente Aims, coordinatore dell'Ambulatorio per la Narcolessia e le ipersonnie del Snc del Dipartimento di Scienze mediche e neuromotorie presso l'Irccs delle Scienze neurologiche di Bologna.

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Autore

Sperelli

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