Alimentazione: anoressia, bulimia e iperalimentazione Alimentazione: anoressia, bulimia e iperalimentazione

Obesità. Cos’è la Sleeve e perché lo psicologo ha un ruolo importante

Mercoledì, 19 Giugno 2019

 

Per un soggetto in condizioni di grave obesità (dal primo al terzo grado a seconda della percentuale di eccedenza ponderale dal 20-40% fino al 100%) può non essere sufficiente la sola combinazione dei due interventi di base: dieta da un lato e educazione alimentare dall’altro. Quando adeguate regole alimentari e movimento non sono in grado di contrastare la gravità dell’eccesso di peso risulta a volte necessario ricorrere a un intervento più radicale, quello chirurgico. La chirurgia bariatrica si compone di diverse varianti e approcci, uno dei quali è rappresentato dalla Sleeve Gastrectomy Laparoscopica (SGL), un intervento di tipo restrittivo che prevede l’asportazione di gran parte dello stomaco.

 

 

La parte di stomaco rimanente ha un aspetto tubulariforme di volume drasticamente ridotto, con una capacità di circa 100/150 ml. Si tratta di una procedura non reversibile. Visitagratuita2 Lo stomaco viene tubulizzato, ovvero l’asportazione lo riduce a una forma tubulare di dimensioni assari ridotte; la prevedibile conseguenza è l’aumento del senso di sazietà, un calo drastico dell’appetito e quindi la riduzione progressiva del peso corporeo.

Oltre a ragioni di tipo fisico-meccanico, la riduzione dell’appetito è causata anche dall’asportazione del fondo dello stomaco, area in cui si trova la massima concentrazione di grelina, proprio l’ormone responsabile del senso di fame.

Fra i vantaggi della Sleeve c’è il fatto che i chirurghi non impiantano alcun materiale protesico nello stomaco. Inoltre, diminuiscono i rischi di ostruzione intestinale, anemia, ulcera e osteoporosi.

 

Lo svantaggio principale, come detto, è la sua irreversibilità.

Anche per questo motivo, perciò, è fondamentale l’intervento di uno psicologo prima di sottoporsi all’operazione.

Dal momento che le ragioni alla base dell’obesità sono molteplici, è chiaro che anche l’approccio deve necessariamente essere multidisciplinare. Al lavoro di endocrinologi, dietologi e chirurghi deve essere affiancato quello dello psicologo.

Quest’ultimo deve lavorare soprattutto per contrastare le due prospettive squilibrate che caratterizzano spesso i soggetti obesi: da una parte la convinzione che ogni trattamento sia assolutamente inutile e dall’altra parte il mito dello scenario miracoloso.

L’obiettivo è quello di incanalare le energie della persona verso l’accettazione di risultati appropriati e verosimili, e motivare il soggetto a impegnarsi quotidianamente affinché raggiunga gli obiettivi che si è prefisso.

Il supporto psicologico diventa fondamentale in fase di valutazione dei candidati all’intervento per capire chi è pronto e chi no al grande passo.

È inoltre necessario individuare l’eventuale presenza di patologie psichiche e aspetti della personalità che possano controindicare l’intervento.

Di solito, ciò avviene durante uno o più incontri nei quali viene svolta un’indagine approfondita sulle cause del problema, sulla storia del soggetto e su quella familiare, sulle motivazioni alla base del cambiamento.

 

Fra gli strumenti utilizzati dallo psicologo, vi è in questa fase il test CBA, che ha il fine di dimensionare aspetti legati all’ansia, alla depressione, tendenze alla somatizzazione, fobie specifiche e disturbi ossessivo-compulsivi. Il test MMPI si propone invece di indagare gli aspetti di personalità di un individuo fornendo un’immagine chiara sul temperamento e sugli atteggiamenti. Inoltre, allo scopo di indagare aspetti legati al discontrollo e a compulsioni alimentari e all’immagine corporea, vengono usati il BES, il TFEQ, l’SCL – 90 e il BIA – O.

 

Una volta effettuato l’intervento, il lavoro dello psicologo deve proseguire con il supporto individuale (sempre in collaborazione con le altre figure mediche) oppure con l’organizzazione di gruppi terapeutici dedicati a chi si è sottoposto all’operazione.

Il fulcro dell’esperienza di gruppo è la creazione di uno spazio di condivisione nel quale i soggetti si sentano liberi di esprimere tutte le proprie sensazioni, negative o positive che siano, rendendole fruibili agli altri e facilitando così il percorso terapeutico dei partecipanti al gruppo.

 

Resto a disposizione per domande, chiarimenti, ulteriori approfondimenti o per prenotare un primo colloquio

 

Potete scrivere a: danielalaportapsi@gmail.com

 

Dott.ssa Daniela La Porta - Psicologa

 

 

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