Trapianti, i donatori possono essere anche 90enni

Venerdì, 19 Luglio 2019

L’aspettativa di vita di un trapiantato non cambia se l’organo che riceve arriva da un donatore ultranovantenne. Lo dice uno studio pubblicato sulla rivista Liver Transplantation e realizzato dall’Unità operativa di Chirurgia epatica e del trapianto di fegato dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana.


I medici pisani hanno presentato i casi di 16 trapianti eseguiti con organi di donatori con oltre 90 anni.
“I risultati di sopravvivenza sono del tutto analoghi a quelli ottenuti utilizzando organi di donatori più giovani: il progressivo innalzamento dell'età dei donatori di organi, che nel nostro Paese è ormai prossima ai 70 anni, ha spinto verso l'introduzione di strategie di ottimizzazione, senza rinunciare a considerare gli organi solo sulla base della loro età".
"Il nostro lavoro - aggiunge Davide Ghinolfi, chirurgo della struttura e primo autore dell'articolo – dimostra che l'età del donatore non è di per sé una controindicazione al trapianto. Lo sono piuttosto le patologie che il donatore porta con sé. Recentemente uno studio americano ha evidenziato che i riceventi che rifiutano organi da donatori di età superiore ai 70 anni hanno un rischio di morire in lista d'attesa ben due volte superiore rispetto a coloro che li accettano. L'esperienza del gruppo di Pisa dimostra come sia possibile ridurre il rischio di mortalità o di fuoriuscita dalla lista d'attesa al di sotto del 3%, mentre negli Usa questi valori sono rispettivamente del 12% e del 18,9%, ovvero oltre 2000 decessi l'anno".

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Autore

Sperelli

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