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Staminali nei neonati per ritardare il trapianto di fegato

Venerdì, 24 Gennaio 2020

L'impiego di cellule staminali epatiche su neonati affetti da gravi patologie genetiche ha determinato il rinvio del trapianto di fegato di norma necessario nei primi mesi di vita.


È l'importante risultato di una sperimentazione italiana realizzata alla Città della Salute di Torino e pubblicata su Stem Cell Reviews and Reports.
“La nuova strategia ha consentito di iniettare cellule staminali epatiche sane direttamente nel fegato dei piccoli pazienti poco dopo la nascita, con lo scopo di correggere il difetto ereditario. Questa procedura innovativa ha permesso di ritardare il trapianto d’organo di almeno un anno in tutti i bimbi trattati, ponendo le basi scientifiche per la possibile correzione definitiva di diverse malattie genetico-metaboliche con procedura mini-invasiva", spiegano i medici torinesi.
Lo studio, guidato da Marco Spada, è frutto della collaborazione tra alcuni Centri di eccellenza dell’ospedale Regina Margherita e delle Molinette, che fanno riferimento alla Città della Salute di Torino, il Centro Interdipartimentale di ricerca per le biotecnologie molecolari dell’Università di Torino (Mbc) e l’azienda biomedicale Unicyte AG.

 

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Autore

Sperelli

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