Dai banchi delle elementari alle scuole medie, i consigli per gestire al meglio il dialogo in famiglia

Martedì, 06 Settembre 2022

Il passaggio dai banchi delle elementari a quelli delle medie può essere delicato e, spesso, i genitori non sanno bene come gestire e vivere il momento insieme al proprio bambino.


“Ogni ingresso sociale è per l’individuo un momento delicato della vita. Un momento nel quale la persona sperimenta non solo emozioni nuove, ma anche modi di fare e di pensare che, probabilmente, prima non aveva mai sperimentato” dichiara la Dott.ssa Maria Chiara Iannelli, pedagogista specializzata nei disturbi dell'apprendimento e nell'età evolutiva.
Il bambino farà il suo ingresso in un nuovo ambiente scolastico, si confronterà con nuove amicizie e figure di riferimento con stili educativi più distaccati rispetto a quelle della scuola elementare.
Non pochi, dunque, i cambiamenti e questo vale sia per i figli che per i genitori che, oggi, sono sempre più preoccupati visto l’aumento di condotte come il cyberbullismo, delle baby gang e dei drop out scolastici tanto da non sapere come relazionarsi e confrontarsi con il proprio figlio su queste tematiche.
In aggiunta, l’indagine del Centro Nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza, pubblicata nel Febbraio 2022, riporta che l’88% degli adolescenti intervistati afferma di sentirsi solo, mentre il 31% afferma di non sentirsi ascoltato in famiglia.
“Il consiglio rivolto ai genitori è iniziare, già da qualche mese prima della nuova esperienza, a parlare con il bambino e capire che, grazie alla parola e all’ascolto delle eventuali preoccupazioni del figlio, si possono affrontare emozioni, riflessioni ed eventuali dubbi”, continua la pedagogista.
Il dialogo sarà la migliore risposta al cambiamento, ma questo è bene che non si traduca nella solita domanda “Che cosa hai fatto oggi a scuola?”.
La Dottoressa continua: “Se posta, la risposta sarà “tutto bene” oppure “non abbiamo fatto niente”. Da genitore è fondamentale capire che i propri figli, una volta varcata la soglia di casa, non hanno più voglia di pensare alla scuola dopo una lunga mattinata di spiegazioni, interrogazioni e verifiche”.
Il consiglio è quello di attendere il momento in cui il proprio figlio avrà voglia di parlarne o trovare la giusta occasione per un “Come ti senti rispetto a?”. In questo caso l’interrogativo è più aperto e il figlio sarà invogliato a parlare di ciò che sente e prova a scuola. Sarà lui a raccontare al genitore le esperienze, i dubbi e i problemi che vive nel contesto classe.

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Autore

Sperelli

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