Adolescenti e Internet, il rischio di abusi sessuali online

Venerdì, 11 Novembre 2022

Uno studio apparso su Jama Network Open pone interrogativi inquietanti sull’utilizzo di Internet da parte dei più giovani. Secondo i dati, una buona percentuale di ragazzi ha subito abusi sessuali online.


«Smartphone e internet hanno rivoluzionato l'accesso dei giovani all'informazione, rendendo reale il rischio di abusi sessuali su minori online basati su immagini, su sexting non consensuale, su adescamento online da parte di adulti, su revenge porn, su sextortion e, per finire, sullo sfruttamento sessuale commerciale online», esordisce il primo firmatario David Finkelhor del Centro di ricerca sui crimini contro i bambini presso l'Università del New Hampshire a Durham.
«La varietà delle modalità di abuso sessuale agevolate dalla tecnologia può avere dinamiche e fattori di rischio differenti che implicano la necessità di nuovi tipi di strategie di prevenzione e di intervento», scrivono gli autori. È bene quindi illustrare meglio la portata e la diversità di questi reati, etichettati con una serie di termini diversi.
L’obiettivo dello studio è stato quindi quello di analizzare la frequenza e le caratteristiche degli abusi sessuali sia online che semplicemente facilitati dalla tecnologia ma consumati nella vita reale.
A un campione di 2.639 giovani adulti fra i 18 e i 28 anni è stato chiesto quali fossero le esperienze di abusi online o facilitati dalla tecnologia subite nell'infanzia. I ragazzi hanno risposto a una serie di domande su 11 diversi tipi di abusi, sulle dinamiche e i loro autori. Sono emersi risultati preoccupanti: il 15,6% del campione ha subito abusi sessuali online, l'11% quelli basati su immagini, il 7,2% sexting non consensuale, il 3,1% revenge porn; il sextortion era al 3,5% e lo sfruttamento sessuale commerciale online all'1,7%.
L’età maggiormente a rischio è fra i 13 e i 17 anni, e nella maggior parte dei casi i responsabili di abusi non erano estranei, ma amici e conoscenti.
Conclude Finkelhor: «È necessario che chi pianifica strategie di prevenzione e intervento contro gli abusi sessuali online comprenda che molti episodi sono spesso conseguenze di appuntamenti nonché di bullismo e molestie sessuali online da parte di giovani coetanei, e non solo eventi perpetrati sul web da predatori adulti».

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Autore

Sperelli

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