La depressione post-parto può trascinarsi per 3 anni

Mercoledì, 13 Gennaio 2021

Molte donne soffrono di depressione post-parto. Il 25% di loro accusa sintomi depressivi nei 3 anni successivi alla nascita del figlio, rendendo di fatto necessario uno screening per i sintomi depressivi per almeno 2 anni dopo il parto.

 

Lo segnala uno studio dei National Institutes of Health pubblicato su Pediatrics da Diane Putnick, che spiega: «Il nostro studio indica che sei mesi potrebbero non essere sufficienti per valutare i sintomi depressivi». Il suo consiglio è di valutare la condizione della madre approfittando delle visite di controllo dei bambini a 1, 2, 4 e 6 mesi.
«I dati a lungo termine sono fondamentali per migliorare la nostra comprensione della salute mentale della mamma, che sappiamo essere critica per il benessere e lo sviluppo di suo figlio», ha spiegato l'autrice.
Lo studio ha esaminato i dati relativi a 4.866 donne reclutate per l’Upstate Kids, uno studio basato su bambini nati fra il 2008 e il 2017 nello stato di New York. I sintomi depressivi delle donne, valutati a 4, 12, 24, e 36 mesi dopo il parto, hanno permesso di identificare 4 traiettorie di depressione: bassa-stabile (low-stable; 74,7%), caratterizzata da sintomi ridotti a tutte le misurazioni; bassa in incremento (low-increasing; 8,2%), caratterizzata da sintomi inizialmente bassi ma in aumento; moderata in decremento (medium-decreasing; 12,6%), caratterizzata da sintomi inizialmente moderati ma remittenti; e alta-persistente (high-persistent; 4,5%), caratterizzata da sintomi elevati a tutte le misurazioni.
Inoltre, gli scienziati hanno individuato i fattori che possono aumentare i rischi di sintomi persistenti ed elevati. Le donne con le maggiori probabilità di soffrire di sintomi depressivi per tutto il periodo dello studio erano quelle con disturbi dell’umore e/o diabete gestazionale.
Lo studio mostra comunque dei limiti, il primo dei quali è la base per la valutazione dei sintomi, ovvero un semplice questionario basato su 5 voci. Il campione, poi, era formato soprattutto da donne bianche e non ispaniche, quindi non rappresentativo della più ampia diversificazione della popolazione.

Non sei iscritto, partecipa a Okmedicina!

File disponibili

Nessun file caricato

Tour del sito

Chi è in linea