La Psicologia digitale. La sua efficacia terapeutica

Domenica, 28 Febbraio 2021

La Psicologia digitale. La sua efficacia terapeutica

Tra gli interventi medici in atto per fronteggiare la pandemia da covid19 e le sue conseguenze, sul piano anche dello stress e della depressione, il sostegno psicologico ha avuto e tuttora ha un ruolo di fondamentale importanza per salvaguardare la salute mentale e psichica dell’individuo, della coppia, della famiglia, di un gruppo di persone che interagiscono in un contesto di lavoro e nel contesto di una collettività sociale. Forse, da parte delle istituzioni e delle strutture pubbliche e private concernenti l’assistenza sanitaria, non si è dato abbastanza risalto al servizio fornito dallo psicologo, e si sono disvelate carenze o lacune. Eppure, gli effetti della malattia e del contagio pandemici, i lockdown e le restrizioni imposte, il cambiamento improvviso e poco tollerato nelle abitudini di vita, il disagio che ne è derivato, il calo importante della qualità della vita delle persone hanno reso evidente agli occhi di tutti come il supporto psicologico sia risultato un bisogno indispensabile.



Inoltre è emerso un altro aspetto strettamente legato a tale specifico ambito medico: la scienza medica, infatti, può avvalersi pure del contributo importante recato alla Psicologia da parte del mondo digitale. Nel pieno estendersi della pandemia, dato che le relazioni interpersonali sono in qualche modo collassate o hanno subito drastici mutamenti limitativi onde evitare il contagio – e nel rapporto psicologo-paziente, ai fini terapeutici, diventa fondamentale la relazione tra quest’ultimo e lo specialista – ecco che ci si è posti un interrogativo non trascurabile nel mondo sanitario: si può ricorrere, a beneficio del paziente, alla telepsicologia e alla psicologia digitale? Richiamando un vecchio detto, non tanto fuori luogo: “ a mali estremi, estremi rimedi”, dunque lo psicologo per venire incontro ai bisogni del paziente e assisterlo al momento del disagio, essendo impedito l’incontro diretto e personale in seguito al covid, interagisce a distanza, tramite la tecnologia, mediante i dispositivi digitali.

Un’esortazione in tal senso si è fatta con un appello formale rivolto al Governo del nostro Paese, da parte dell’organo direttivo del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) affinché s’inoltrassero e si diffondessero i cosiddetti voucher psicologici, con i quali chi necessita di psicoterapia o di assistenza per la salute mentale, soprattutto in tempi di emergenza come quelli che si sta vivendo, possa rivolgersi più agevolmente a sportelli psicologici adeguatamente predisposti dalle istituzioni. Ed ecco allora che psicoterapeuti, psicologi, analisti, operatori sanitari specializzati, il cui numero tra l’altro si è rivelato ahimè insufficiente rispetto ai bisogni della popolazione e ai pazienti di ogni età, hanno affrontato il disagio psichico di questi ultimi mediante il ricorso alla terapia on line e alla telemedicina: teleconsulti e bio-sensoristica con l’ausilio della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale a scopo diagnostico (è un dato di fatto, documentato dalle più rinomate riviste scientifiche internazionali, che app e software siano stati realizzati appositamente per curare i disturbi neurologici e fronteggiare lo stress, l’ansia e altre patologie mentali, come schizofrenia o paranoia). In questo campo specifico, delineato contestualmente dalla psicologia digitale e dalla neuro-scienza, sono allo studio e altresì operativi piattaforme, hardware e software in grado di corrispondere in maniera scientifica e professionale, sul piano tecnologico, al disagio psichico. La cyber-psicologia ha pertanto fatto il suo ingresso in campo medico applicativo. Lo ha reso noto pubblicamente la Conferenza Europea di Psicologia Digitale (Digital Perspectives in Psychology), organizzata dalla Sigmund Freud University, che si è svolta recentemente a Milano, esattamente il 19 e il 20 febbraio 2021. In tale scenario altamente scientifico e specializzato si è documentato come nel trattamento dei disturbi mentali più vari si possa intervenire operativamente, tramite anche realtà virtuali, dispositivi digitali, piattaforme on line. In attesa che un successivo meeting di studi abbia luogo, sempre a Milano, quando tra il 13 e il 15 settembre 2021 si organizzerà la 25a edizione della Conferenza Internazionale sulla Cyber-Psicologia (CYPSY25: CyberPsychology, CyberTherapy & Social Networking) all’interno dell’Istituto Auxologico Italiano, studiosi, ricercatori, neuro-scienziati, psicologi, medici, specialisti e tecnici informatici, nonché designer e professionisti della tecno-psicologia o tecno-patologia, unitamente a personalità scientifiche di altissimo livello, stanno compiendo uno sforzo comune di prezioso valore perché la tecnologia digitale diventi opportunamente strumentale ed efficiente nell’assistenza sanitaria alla salute mentale, spingendo pertanto la comunità scientifica a predisporre e pianificare corsi di formazione e specializzazione in tali ambiti innovativi quanto mai attuali e necessari.

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