Una proteina potrebbe fermare l’Alzheimer

Lunedì, 29 Luglio 2019

La proteina VPS35 potrebbe rivoluzionare le terapie per il morbo di Alzheimer. Uno scienziato italiano - Domenico Praticò - che lavora presso la Lewis Katz School of Medicine della Temple University di Philadelphia, ha scoperto le qualità da “spazzino molecolare” di VPS35, capace di ripulire i neuroni dall’accumulo di sostanze tossiche, in particolare la proteina Tau, una delle principali responsabili dei sintomi dell’Alzheimer.


Michele Vendruscolo, del dipartimento di Chimica dell’Università di Cambridge, commenta: "Questo studio chiarisce il suo ruolo nella omeostasi di tau attraverso il sistema di smaltimento dei rifiuti cellulari (endosoma). Particolarmente interessante in questo studio è la dimostrazione che una piccola molecola (TPT-172) può ristabilire la funzione normale di VPS35".
VPS35 seleziona e trasporta le proteine disfunzionali presso i siti di degradazione della cellula, una sorta di 'discarica cellulare' dove avviene lo smaltimento dei rifiuti molecolari.
Lo studio ha scoperto che la funzione di VPS35 è ridotta o alterata nel cervello di pazienti affetti da malattie neurologiche caratterizzate dall’accumulo di Tau nel cervello.
Su modello animale, l’assenza o la presenza in concentrazioni minori di VPS35 determina un accumulo maggiore di Tau e un deterioramento più evidente delle sinapsi.
VPS35, infine, ha la capacità di attivare la catepsina D, enzima specializzato nella degradazione delle proteine alterate. La ricerca apre quindi la strada allo sviluppo di nuovi farmaci che abbiano come obiettivo l’attivazione o il potenziamento di VPS35 per contrastare malattie come il Parkinson o l’Alzheimer.

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Autore

Sperelli

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