I videogiochi fanno bene al cervello degli anziani

Venerdì, 16 Luglio 2021

Anziani, i videogiochi come palestra per la mente. Non solo farmaci, quindi: numerose ricerche stanno infatti dimostrando come gli exergame (videogiochi basati sul movimento) possano migliorare le funzioni cognitive e fisiche nelle persone anziane e ridurre pertanto il rischio di cadute.

 

Va in questa direzione il progetto “CoCare” (“A comprehensive concept for healthy aging supported by digital solutions across the geriatric Continuum-of-Care”), cofinanziato a livello nazionale dal Ministero della Salute, che si propone di valorizzare esercizi in realtà virtuale per la riabilitazione geriatrica. “CoCare” è supportato dal programma “Active and Assisted Living (AAL)” della Commissione Europea sul bando 2020 focalizzato sulla tematica “Invecchiamento in buona salute con il supporto di soluzioni digitali”. Il progetto vede impegnati - insieme all’IRCCS Fondazione Don Gnocchi - ETH Zurigo (Svizzera) e due aziende: Agecare Limited (Cipro) e Dividat AG (Svizzera).
«Il nostro ruolo – spiega l’ingegner Maurizio Ferrarin (nella foto), responsabile del Polo Tecnologico “Don Gnocchi” – fa leva sulle competenze clinico-riabilitative e sul know how tecnico-scientifico della Fondazione nel campo dell’analisi del movimento».
Il sistema “CoCare” si colloca in un solco ben tracciato da tempo. La Fondazione Don Gnocchi offre da anni ai propri pazienti modalità di riabilitazione innovative. La riabilitazione supportata dalla tecnologia consente al paziente di mantenere il contatto umano con il fisioterapista, godendo inoltre del beneficio motivazionale legato al fatto che gli esercizi sono presentati sotto forma di giochi che danno feedback e gratificazioni in tempo reale. Non solo: la tecnologia permette anche una più efficace rilevazione dei parametri e un’oggettiva valutazione dei risultati dei trattamenti.
Il nuovo progetto – partito a maggio 2021, per la durata di 30 mesi - ha l’obiettivo di realizzare e sperimentare un ecosistema innovativo da utilizzare nei Centri geriatrici, ma anche al domicilio, per la valutazione delle funzionalità dei pazienti anziani e la loro riabilitazione grazie a esercizi personalizzati che integrano componenti fisiche e cognitive.
L’ipotesi sottesa è che l’impiego di un tale sistema sia più efficace dei metodi tradizionali di esercizio (o almeno altrettanto efficace), ma che sia meno costoso e quindi più sostenibile per i sistemi sanitari, oltre che più piacevole per gli utenti, migliorando l’aderenza alle terapie. La piattaforma di allenamento “Senso” – già messa a punto dagli svizzeri di Dividat, coordinatori del progetto - è un sistema composto da uno schermo con il software di gioco e un pannello a pavimento con quattro campi che misurano i passi, lo spostamento del peso e l'equilibrio. Gli utenti tentano di completare una sequenza di movimenti con i piedi, allenando simultaneamente sia il movimento fisico che la funzione cognitiva.
Ora l’obiettivo è “SensoFlex” un sistema ancora più leggero e flessibile che la persona anziana potrà utilizzare a casa propria, eventualmente con una supervisione da remoto.
«Il nostro contributo – conclude Ferrarin, responsabile del progetto per la “Don Gnocchi” - consentirà la raccolta dei pareri sia di persone anziane che di operatori sanitari. Cureremo anche i test di usabilità sul prototipo di “SensoFlex”, dando indicazioni su quali aspetti devono essere migliorati e svolgeremo un trial clinico dell’ecosistema sui pazienti».
La sperimentazione a livello europeo coinvolgerà 160 anziani: 80 useranno l’ecosistema “CoCare” e gli altri seguiranno invece metodi tradizionali di esercizio, metà dei quali saranno coinvolti dai Servizi Territoriali dell’Istituto “Palazzolo” e dal Servizio Dat-Domotica, Ausili, Terapia Occupazionale dell’IRCCS “Don Gnocchi”.

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