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Malattie Infettive

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  • Riccardo Antinori Malattie Infettive
    6 giorni fa

    Perchè i medici non seguono le indicazioni dell'EMA??
    Dopo i casi di trombosi emersi nelle scorse settimane in alcuni soggetti che avevano ricevuto il vaccino di AstraZeneca contro Covid-19, l’Ema ha aggiornato le indicazioni per gli operatori sanitari.
    «Casi di trombosi e trombocitopenia, alcuni dei quali si presentano a livello di vena mesenterica o vena cerebrale/seno venoso cerebrale», spiega la nota pubblicata dall’Ema. Le nuove informazioni verranno comunicate direttamente a chi prescrive, distribuisce o somministra il prodotto.
    L’Ema si rivolge direttamente anche ai pazienti, che devono cercare assistenza medica immediata «in caso di affanno, dolore al petto o allo stomaco, gonfiore o sensazione di freddo a un braccio o una gamba, mal di testa grave o in peggioramento o visione offuscata dopo la vaccinazione, sanguinamento persistente, piccoli lividi multipli, macchie rossastre o violacee o vesciche di sangue sotto la pelle»

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Categoria
Malattie infettive
Creato
Giovedì, 15 Ottobre 2015
Amministratori Gruppo
Raffaella Vellani, Isabel Zolli, Massimo Douglas Zacco, Dario Di Pietro, Sperelli
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  • victor84
    strana bolla base pene
    Iniziata da victor84 Martedì, 09 Marzo 2021 2 risposte

    Molto difficile dare risposte sulla dermatologia tramite foto, consiglio vivamente la visita dermatologica di persona

    Ultima risposta di Dott. Andrea Militello specialista Urologo/Andrologo Roma il Martedì, 16 Marzo 2021
  • Dr.ssa Agnese Cremaschi
    Emergenza covid!
    Iniziata da Dr.ssa Agnese Cremaschi Venerdì, 20 Novembre 2020 1 Risposta

    Nell'accesso alle dosi saranno comunque privilegiate due categorie: le persone più esposte al rischio Covid (dai sanitari alle forze dell'ordine) e quelle fragili (anziani in primis).

    Chi si vaccinerà contro il Covid riceverà una sorta di patentino. La novità è stata annunciata dal commissario all’emergenza Domenico Arcuri. «Stiamo progettando una piattaforma informatica che consentirà di gestire - ha spiegato Arcuri - la verifica della somministrazione per sapere come si chiamano le persone che hanno fatto il vaccino e dove lo hanno fatto». Sarà il ministero della Salute a stabilire i dettagli di questo «certificato di vaccinazione». Nell'accesso alle dosi saranno comunque privilegiate due categorie: le persone più esposte al rischio Covid (dai sanitari alle forze dell'ordine) e quelle fragili (anziani in primis).

    Ipotesi obbligo vaccinazione per fasce d’età

    Il tema dell'obbligatorietà non è stato ancora affrontato. Ed è certo che il piano sui vaccini andrà anche in Parlamento. Per il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, però «dovrebbe essere inserita un'obbligatorietà per fasce d'età». Lo schema «dovrebbe ricalcare quello del vaccino antinfluenzale», con una particolare attenzione alle fasce fragili e ai soggetti anziani, i più esposti ai rischi del coronavirus. Per una «protezione di gregge», ha detto scegliendo una definizione diversa rispetto a “immunità di gregge”, è necessario che una ampia fascia della popolazione si vaccini. Per il professor Andrea Crisanti, bisognerebbe superare la soglia del 70% per arrivare a risultati efficaci. Anche alla luce di queste considerazioni, ha ribadito Sileri, «servirebbe un'obbligatorietà legata alle fasce d'età. A mio avviso servirà tutto il 2021 per la vaccinazione».

    Piano vaccinazione da completare entro settembre

    Il primo vaccino sarà quello di Pfizer «con 3,4 milioni di dosi che arriveranno nella seconda metà di gennaio per vaccinare 1,7 milioni di italiani visto che serviranno due dosi» ha assicurato il commissario Arcuri, confermando l'arrivo delle prime dosi di vaccini nelle prossime settimane a cui ne seguiranno molte altre per vaccinare gran parte degli italiani entro settembre. «Ma non conosciamo quanti italiani vorranno farsi il vaccino».

    Al via il bando per le siringhe

    Arcuri ha anche annunciato che partirà lunedì il bando per le siringhe e gli aghi che dovranno essere acquistate per rendere certa la somministrazione per il primo e gli altri vaccini in arrivo. Un acquisto molto corposo per alcune decine di milioni di dispositivi: le tipologie di siringhe sono almeno tre e le misure degli aghi almeno sei. Un bando, questo, che segue quello di altri Paesi come la Spagna, la Francia e la Germania che hanno già ordinato decine di milioni di siringhe di precisione. «Le cercheremo se serve all'estero, ma c'è una industria nazionale che credo si aspetti di poter fare la sua parte anche su questo aspetto», ha concluso Arcuri. Che attende dalle Regioni la lista di ospedali e Rsa da dove si comincerà la vaccinazione a gennaio.

    I vaccini in pista

    Nuove buone notizie arrivano intanto dai laboratori. Il vaccino in sperimentazione dell'università di Oxford, Irbm e Astrazeneca è ben tollerato, soprattutto negli anziani, e induce una protezione immunitaria simile a quella vista nei giovani adulti, come indicano i risultati della fase 2 pubblicati sulla rivista Lancet. Dati che si aggiungono a quelli anticipati da Pzifer e Moderna nei giorni scorsi sull'efficacia dei loro vaccini, che sembrano però provocare in alcune persone effetti collaterali intensi, anche se non pericolosi e di breve durata, ma su cui la rivista Science chiede trasparenza nella comunicazione. Stando ai dati citati da Science sui vaccini a Rna di Pfizer e Moderna, meno del 2% dei volontari ha avuto febbre alta tra 39 e i 40 gradi e con quello di Moderna il 9,7% ha riportato fatica, l'8,9% dolori muscolari, il 5,2% dolori alle articolazioni e il 4,5% mal di testa.

    Ultima risposta di Dr.ssa Agnese Cremaschi il Venerdì, 20 Novembre 2020
  • Dr.ssa Agnese Cremaschi
    Piano vaccinazione Italia: dal patentino alle fasce d’età....cosa accadrà in merito???
    Iniziata da Dr.ssa Agnese Cremaschi Venerdì, 20 Novembre 2020 1 Risposta

    Vaccino Covid, si parte a gennaio tra patentino e ipotesi di ‘obbligo a fasce’ in base all’età. Il piano prende forma, come ha spiegato il commissario Domenico Arcuri.

    “Stiamo disegnando un piano dei vaccini, il primo sarà quello di Pfizer e all’Italia arriveranno 3,4 milioni di dosi nella seconda parte di gennaio, che serviranno a vaccinare 1,7 milioni di italiani perché a ogni persona dovranno essere somministrate due dosi”, ha detto.

    Il prodotto Pfizer richiede condizioni particolari per la conservazione, con temperature di circa -70/-80 gradi. I frigoriferi “ci sono”, ha detto Arcuri. “Martedì scorso abbiamo inviato alle Regioni una lettera in cui chiediamo di indicarci entro domani i luoghi di destinazione, dove si ritiene più proficuo far arrivare i vaccini. La distribuzione la farà direttamente la Pfizer”, ha aggiunto.

    “Sulla base di previsioni non ancora validate una parte importante della popolazione entro il terzo trimestre 2020 sarà vaccinata”, ha detto Arcuri, auspicando che “nel corso del 2021 la somministrazione del vaccino avvenga su larga scala”. Arcuri ha sottolineato in ogni caso che al momento “non sappiamo quanti italiani vorranno fare il vaccino”.

    “Stiamo progettando una piattaforma informatica che consentirà di gestire la verifica della somministrazione per sapere come si chiamano le persone che hanno fatto il vaccino e dove lo hanno fatto, per seguire la tracciabilità dei beni sul territorio”, ha detto Arcuri, rispondendo a una domanda sull’ipotesi di un patentino. La soluzione “sarà possibile e sarà il ministero della Salute a stabilire le modalità”.

    Si è spinto oltre il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri: “Dovrebbe essere inserita un’obbligatorietà per fasce d’età“, ha detto intervenendo a Piazzapulita. Lo schema “dovrebbe ricalcare quello del vaccino antinfluenzale”, con una particolare attenzione alle fasce fragili e ai soggetti anziani, i più esposti ai rischi del coronavirus.

    Per una “protezione di gregge”, ha detto scegliendo una definizione diversa rispetto a ‘immunità di gregge’, è necessario che una ampia fascia della popolazione si vaccini. Per il professor Andrea Crisanti, bisognerebbe superare la soglia del 70% per arrivare a risultati efficaci. Anche alla luce di queste considerazioni, ha ribadito Sileri, “servirebbe un’obbligatorietà legata alle fasce d’età. A mio avviso servirà tutto il 2021 per la vaccinazione”.

    Ultima risposta di Dr.ssa Agnese Cremaschi il Venerdì, 20 Novembre 2020
  • Dr.ssa Agnese Cremaschi
    Vaccino Astra-Zeneca: “Forte risposta immunitaria negli anziani” I primi risultati della sperimentazione pubblicati dalla rivista Lance sarà davvero così???
    Iniziata da Dr.ssa Agnese Cremaschi Venerdì, 20 Novembre 2020 1 Risposta

    Il vaccino contro il Covid-19 sviluppato dalla società AstraZeneca in collaborazione con l'Università di Oxford produce una “forte risposta immunitaria negli anziani”. È quanto risulta dai dati dei primi studi pubblicati sulla rivista medica The Lancet. I risultati della fase uno e della fase due suggeriscono che uno dei gruppi più a rischio di morte o malattia grave da Covid-19 sia in grado di costruire l’immunità. Circa 560 volontari adulti sani hanno preso parte ai test di fase due, in cui sono state somministrate due dosi del candidato vaccino, o un placebo. Non sono stati segnalati effetti collaterali gravi, si legge nella relazione. “Le risposte immunitarie dei vaccini sono spesso diminuite negli anziani perché il sistema immunitario si deteriora gradualmente con l'età, il che rende anche gli anziani più suscettibili alle infezioni. Di conseguenza, è fondamentale che i vaccini Covid-19 siano testati in questo gruppo che è anche un gruppo prioritario per l'immunizzazione”, ha spiegato l'autore principale dello studio, il professor Andrew Pollard, dell'Università di Oxford, Regno Unito. “Le robuste risposte di anticorpi e cellule T osservate nelle persone anziane nel nostro studio sono incoraggianti. Le popolazioni a maggior rischio di malattia grave da Covid-19 includono persone con problemi di salute pregressi e adulti più anziani. Ci auguriamo che questo significhi che il nostro vaccino aiuterà a proteggere alcune delle persone più vulnerabili della società, ma saranno necessarie ulteriori ricerche prima di poter essere sicuri”, ha spiegato il coautore, il dottor Maheshi Ramasamy, dell'Università di Oxford

    Ultima risposta di Dr.ssa Agnese Cremaschi il Venerdì, 20 Novembre 2020
  • Dr.ssa Agnese Cremaschi
    La pandemia da coronavirus non ha chiuso i wet market, lvalidata video inchiesta nell’inferno dei mercati cinesi???
    Iniziata da Dr.ssa Agnese Cremaschi Venerdì, 20 Novembre 2020 1 Risposta

    La pandemia da coronavirus non ha posto fine all’inferno dei wet market, i cosiddetti “mercati umidi”, un termine che deriva proprio dal pavimento scivoloso creato dal sangue e dalle viscere animali cadute a terra e dall’acqua usata per spazzarli via.

    A dimostrarlo una video-inchiesta realizzata nelle città di Wuhan, Guangzhou, Dongguan, Guilin, Nanning e Liuzhou in Cina durante il mese di maggio 2020, quando ormai la pandemia si era ampiamente diffusa in tutto il mondo.

    Le immagini, realizzate dagli attivisti locali e diffuso da Animal Equality, rivelano che nonostante i terribili mesi che hanno completamente cambiato la vita così come la conosciamo, nei wet market si continuano a vendere e a uccidere animali come tartarughe, rane, anatre, oche, piccioni e altri, riunendo specie che in natura non vivrebbero mai insieme, aumentando così il rischio di trasmissione di malattie tra l'uomo e gli animali.

    Non è la prima volta che Animal Equality si infiltra in questi mercati asiatici dove vengono venduti per il consumo animali vivi e morti, selvatici e domestici. Nel 2014 e all'inizio del 2020 abbiamo pubblicato immagini scioccanti dei wet market di Cina, Vietnam e India, che testimoniano l'incuria e la crudeltà con cui questi luoghi operano.

    La pandemia da coronavirus non ha chiuso i wet market, la videoinchiesta nell’inferno dei mercati cinesi

    «Il nostro team di investigatori ha deciso che era importante monitorare la situazione nei wet market per vedere se con la pandemia le cose fossero cambiate – commenta Alice Trombetta, direttrice di Animal Equality in Italia – . Abbiamo voluto onorare l’impegno preso con l’oltre mezzo milione di persone che avevano già firmato la nostra petizione per aiutare questi animali vengono venduti e uccisi senza la minima considerazione e per porre fine al rischio che questi luoghi rappresentano per l'umanità».

    E la sofferenza non è solo un problema per gli animali stessi: a causa delle condizioni di gestione e trasporto, gli animali raggiungono livelli di stress così elevati che il loro sistema immunitario si indebolisce rapidamente, creando così un ambiente perfetto per la diffusione di malattie pericolose.

    «È davvero preoccupante vedere le condizioni in cui gli animali vengono trasportati e scambiati in questi luoghi, ma le uccisioni sono ancora peggiori. Gli animali vengono scelti dagli acquirenti e, pienamente coscienti, vengono crudelmente macellati senza alcun controllo sanitario. La situazione non è migliorata per niente», continua Alice Trombetta.

    Chiudere i wet market, dove vengono venduti e macellati animali di ogni specie, è l’unico modo per porre fine alle sofferenze degli animali che vivono e muoiono quotidianamente in questi luoghi. Allo stato attuale la petizione di Animal Equality ha già superato le 530mila firme che chiedono la chiusura definitiva di queste realtà.

    Ultima risposta di Dr.ssa Agnese Cremaschi il Venerdì, 20 Novembre 2020
  • Dr.ssa Agnese Cremaschi
    Covid, in Italia la più grande vaccinazione di massa: il piano Arcuri?!?
    Iniziata da Dr.ssa Agnese Cremaschi Venerdì, 20 Novembre 2020 1 Risposta

    A fine gennaio 3,4 milioni di dosi di vaccino anti-Covid, da destinare prima agli ospedali e alle Rsa, e una campagna su larga scala a partire dai più fragili.

    A fine gennaio in Italia 3,4 milioni di dosi di vaccino anti-Covid, da destinare prima agli ospedali e alle Rsa, e una campagna su larga scala a partire dai più fragili. È quanto prevede una comunicazione inviata dal commissario Domenico Arcuri alle Regioni e, per conoscenza, ai ministri della Salute e degli Affari regionali, per la predisposizione del futuro piano vaccini anti-Covid.

    “Come noto – si legge nella comunicazione – l’Italia ha aderito all’iniziativa dell’Ue per l’acquisto del più ampio portafoglio possibile di vaccini” e i primi “potrebbero essere disponibili già a partire dai primi mesi del prossimo anno”.

    “In particolare – scrive Arcuri – il vaccino Pfizer, il cui iter di validazione sembra essere, ad oggi, il più avanzato, permetterebbe all’Italia di disporre già da fine gennaio 2021 di circa 3,4 milioni di dosi da somministrare a 1,7 mln di persone. È necessario, pertanto, scegliere il target di cittadini a cui somministrare le prime dosi disponibili”.

    Ultima risposta di Dr.ssa Agnese Cremaschi il Venerdì, 20 Novembre 2020
  • grinc
    hiv positivo e covid
    Iniziata da grinc Mercoledì, 29 Aprile 2020 1 Risposta

    Sicuramente se hai i linfociti bassi sei più a rischio ma non solo per il covid ma per tutte le malattie infettive. Usa sempre una mascherina adeguata FFP2, cambiala spesso e mantiene le distanze di almeno 2 metri. Evita i locali non areati in presenza di assembramenti

    Ultima risposta di Riccardo Antinori il Martedì, 17 Novembre 2020
  • Speris
    Si è sfilato il preservativo
    Iniziata da Speris Sabato, 12 Ottobre 2019 1 Risposta

    Salve dipende se il pene e venuto in contatto con la mucosa anale del soggetto. Il contagio avviene se c'è contatto diretto tra la pelle del pene e la mucosa anale. Bisogna sempre fare attenzione nel momento di uscita. Non importa se sia occasionale o no bisogna sempre proteggersi a meno di non chiedere le analisi di tutte le possibili malattie sessualmente trasmissibili dalle Epatiti all' aids

    Ultima risposta di Riccardo Antinori il Lunedì, 14 Ottobre 2019
  • LAURA
    PARVOVIRUS IN GRAVIDANZA
    Iniziata da LAURA Venerdì, 06 Settembre 2019 0 risposte
  • maxx
    rischi?
    Iniziata da maxx Mercoledì, 24 Luglio 2019 1 Risposta

    Ciao. Non credo che il tagliente fosse sanguinante tanto da far cadere delle gocce di sangue sulla pelle. Se uno sanguina normalmente si mette un cerotto. La prossima volta per scrupolo chieda al barbiere di mettersi un cerotto. Ma come ripeto sono scrupoli

    Ultima risposta di Riccardo Antinori il Venerdì, 26 Luglio 2019
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