prof. dott. Silvestro Lucchese Chirurgia Generale e Colon-Proctologica


prof. dott. Silvestro Lucchese Chirurgia Generale e  Colon-Proctologica



PROLASSO RETTALE / EMORROIDARIO


Una nuova tecnica realmente efficace, indolore e rapida.


Eliminato definitivamente, in un solo giorno, il prolasso emorroidario/rettale con ripristino immediato dell’anatomia e di un agevole e indolore funzione quotidiana.                  


                                                                                                         


La tecnica - E.L.P. - Endo Luminal Prolapsectomy - deriva da una lunga esperienza di chirurgia con uso degli stapler - strumenti taglia e cuci.


Perfezionata in più di vent’anni, è stata eseguita con successo, in centinaia di prolassi rettali complessi.                                        


La metodica è ben tollerata, efficace, radicale e soprattutto stabile nel tempo.                              L’ E.L.P. elimina definitivamente il prolasso, i disturbi di defecazione incompleta, le ragadi ed il dolore.


Il lifting ricostruttivo, indolore e radicale; viene eseguito contemporaneamente e ripristina subito una corretta funzione intestinale, finalmente agevole, ed anche un'ottimale estetica dell’ano.                                                                    


Dopo l’intervento non vi è più senso di peso, ano umido, cattivo odore, involontaria perdita di gas e di liquame, slip sporchi, ecc.; l’ano è nella norma ed il perineo è risalito; la funzione è finalmente agevole ed indolore.                                                                


Con questo metodo si possono correggere esiti sfavorevoli in casi già operati.


“Non più ferite o dolorose medicazioni “


L’intervento è personalizzato, dura circa un'ora, si svolge in anestesia locale o generale superficiale – come nella colonscopia .        


E’ di norma indolore perché viene eseguito in alto, oltre la linea di sensibilità al dolore (linea pettinata) .


Non vi sono ferite esterne (responsabili del dolore) o medicazioni .                                                                                     Dopo l’intervento, il dolore è assente, solo un transitorio senso di peso o sensazione di falso stimolo.


Dopo un solo giorno di ricovero, si può riprendere subito ogni tipo di attività moderata e la defecazione è finalmente regolare ed agevole .





PROLASSO RETTALE / EMORROIDARIO


 


Una nuova tecnica realmente efficace, indolore e rapida.


Eliminato definitivamente, in un solo giorno, il prolasso emorroidario/rettale con ripristino immediato dell’anatomia e di un agevole e indolore funzione quotidiana                                                                                                                        


   


La tecnica - E.L.P. - Endo Luminal Prolapsectomy - deriva da una lunga esperienza di chirurgia con uso degli stapler - strumenti taglia e cuci.


Perfezionata in più di vent’anni, è stata eseguita con successo, in centinaia di prolassi rettali complessi.


La metodica è ben tollerata, efficace, radicale e soprattutto stabile nel tempo.


L’E.L.P. elimina definitivamente il prolasso, i disturbi di defecazione incompleta, le ragadi e il dolore. Il lifting ricostruttivo, indolore e radicale; viene eseguito contemporaneamente e ripristina subito una corretta funzione intestinale, finalmente agevole, e un'ottimale estetica dell’ano.                                                                    


Dopo l’intervento non vi è più senso di peso, ano umido, cattivo odore, involontaria perdita di gas e di liquame, slip sporchi, ecc.; l’ano è nella norma e il perineo è risalito; la funzione è finalmente agevole e indolore. Con questo metodo si possono correggere esiti sfavorevoli in casi già operati .


 Non più ferite o dolorose medicazioni 


L’intervento è personalizzato, dura circa un'ora, si svolge in anestesia locale o generale superficiale – come nella colonscopia.


È di norma indolore perché è eseguito in alto, oltre la linea di sensibilità al dolore (linea pettinata). Non vi sono ferite esterne (responsabili del dolore) o medicazioni.


Dopo l’intervento, il dolore è assente, solo un transitorio senso di peso o sensazione di falso stimolo.


Dopo un solo giorno di ricovero, si può riprendere subito ogni tipo di attività moderata e una regolare e agevole defecazione. Il paziente è tutelato da un servizio di reperibilità, nelle 24 ore, sino a guarigione.





Cistiti ricorrenti nella donna?


Spesso sono causate dalle emorroidi o dalla vostra anatomia!


 Sintomi della cistite:


La necessità di urinare spesso, talvolta con bruciore, minzione frequente o perdite ginecologiche, sono espressione di una contaminazione.                                              In particolare possono manifestarsi :



  • perdite bianche o giallastre maleodoranti

  • prurito intimo

  • sensazione di non aver svuotato completamente la vescica

  • tracce di sangue o persino pus nelle urine


Di solito, l’infezione è limitata alla vescica e non si associa a febbre, ma, con il tempo, le infezioni possono divenire ricorrenti ed i germi possono risalire sino ai reni ed estendere l’infezione.


Segni inequivocabili di contaminazione con liquame di origine anale sono: umidità dell’ano, cattivo odore o tracce di liquido o materiale sporco negli slip.


 


Prurito, bruciore, perdite vaginali : quasi il 50% delle donne, almeno una volta, ha dovuto affrontare questi fastidiosissimi disturbi causati dalla cistiti, spesso ricorrenti ed intrattabili.


La cistite è un'infiammazione della vescica causata da una infezione, spesso per contaminazione batterica genito-urinaria.
L'uretra femminile consente il flusso di urina verso l'esterno; è breve e la sua apertura, per ragioni anatomiche, è molto vicina all'ano. L’uretra si apre esternamente per fare la pipì e, terminando, risucchia in vescica quello che trova e questo rende più facile per i batteri entrare nel tratto genitale ed urinario e in prevalenza  si tratta di un batterio intestinale (E . coli).


Causa della cistite nella donna:


Per la particolare conformazione anatomica dell’uretra nella donna, le principali concause possono essere:



  • Scarsa o eccessiva igiene (anche episodica, specie d’estate)

  • situazioni anatomiche dopo il parto vaginale: l’episiotomia spesso ha ridotto lo spazio che separa ano e vagina;

  • pratiche sessuali,

  • indumenti intimi sintetici o stretti,

  • menopausa,

  • sudore eccessivo,

  • urine molto concentrate,

  • eccesso di zuccheri o spezie, antibiotici, alcolici, ecc.

  • conformazione anatomica : spesso le grandi o piccole labbra si prolungano sino all’ano.


Attività lavorative che costringono a stare sedute per molte ore sono spesso corresponsabili: le donne – fateci caso - stanno sedute “ in pizzo” alla sedia e il perineo rimane compresso per molte ore.                                                                    Verificate: spostate l’osso sacro sino allo schienale e sentirete che il vostro perineo non è più schiacciato, ma sospeso e questa è la posizione corretta.


Infiammazioni o malattie del retto o del canale anale (proctiti, emorroidi, ragadi, fistole, prolasso ) possono agevolare la contaminazione.


In presenza di emorroidi o prolasso rettale infatti la “ valvola” dell’ano non chiude perfettamente e, talvolta, il liquido contaminato può scivolare fuori dall’ano e,  stando seduti, giungere per capillarità sino all’ostio vaginale o all’uretra.


Per comprendere, immaginiamo di trattenere in bocca un sorso di acqua: finché è chiusa tutto bene ma, se stiriamo un poco il labbro inferiore in basso, vedremo che l’acqua scola esternamente ed è così che si contamina vagina e uretra con i liquidi che scivolano fuori dall’ano.


 Cistite e candida, due tra i più frequenti disturbi femminili, che cosa hanno in comune?


Talvolta responsabile di disturbi intimi è la candida intestinale.


La  candida è un fungo che appartiene alla normale flora batterica, ma talvolta si presenta come affezione vaginale, del cavo orale (mughetto, macchie della lingua, stomatite,  afte, ecc. ) e della pelle (prurito, chiazze rossastre, micosi).


L’ambiente favorevole al suo sviluppo è quello acido; si localizza, infatti, nel  cavo orale, tonsille, terzo inferiore dell’esofago, intestino tenue, prostata e vagina.                                                                                                                                    La candidosi provoca , nell’intestino, un’alterata qualità delle feci che spesso, assumono una consistenza molle, appiccicosa , talvolta  diarrea o stipsi ostinata ed alvo alterno.


Oltre l’intestino, la candida può infettare anche l’ano, la vagina e la vescica.       


Spesso insorge in persone affette da emorroidi, ragadi, prolasso rettale ecc. per cui si creano processi di fermentazione e produzione di gas intestinale  con eccessiva flatulenza, prurito anale, sensazione di gonfiore addominale, dolori crampiformi, coliche. Antibiotici, alimentazione con scarse fibre, eccesso di dolciumi - cioccolata-, la pillola anticoncezionale, l’uso di lassativi, la contaminazione intima, ecc. possono provocare infezioni da candida, talora  anche nel partner. 


Nelle cistiti ricorrenti, le cause anatomiche o patologiche (emorroidi, ragadi, fistole, prolasso rettale, ecc. )  possono favorire  un’infiammazione batterica della vescica, dovuta a infezione da batteri intestinali ( Escherichia coli nell’80% dei casi) o da candida albicans.


 Cistite femminile: consigli, diagnosi e cure


Le infezioni della vescica non sono gravi se curate subito.


Per prima cosa seguite questi semplici consigli:



  • Bere molta acqua

  • Mangiare molta verdura e frutta fresca

  • La sera evitare cibi acidi, come carne, uova, pesce, latticini, arance



  • Non trattenere a lungo la pipi - urinate prima di andare a dormire e sempre dopo un rapporto sessuale

  • Utilizzare biancheria intima di cotone e non sintetica – evitate il tanga! -

  • Limitate l’uso di assorbenti interni

  • Usate detergenti delicati nell'igiene intima - anche le lavande vaginali !

  • Non mantenere il costume da bagno umido per troppo tempo .


Frequentemente l’infezione batterica può rendere necessarie alcune cure mediche. In moltidi questi casi, per risolvere, è indispensabile un’ accurata visita proctologica (completata  sempre da una anoscopia) , che riesce quasi sempre a definire le cause di cistiti o infezioni ricorrenti ; esse verranno debellate definitivamente solo quando saranno curate radicalmente le patologie anali che le sostengono.


Infatti, le Pazienti che sono state curate per emorroidi o prolasso rettale, oltre ad aver risolto i problemi locali e di defecazione, non hanno mai più sofferto di cistite.


SL


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L’intestino irritabile


La sindrome dell’intestino irritabile è una diagnosi che viene posta molto spesso senza aver eseguito alcuna indagine; frequente nei giovani , specie nelle donne, può provocare dolori, depressione ansiosa e condizionamento della vita di relazione e lavorativa.


I sintomi sono i più vari e con varia intensità:


 



  • dolore /gonfiore addominale

  • alvo alterno ( diarrea / stipsi)

  • dimagramento

  • perdita di muco o sangue con le feci

  • feci liquide e frequentemente maleodoranti

  • nausea

  • torpore

  • disturbi della minzione


E’ frequente lo stimolo a dafecare subito dopo il pasto ; esso contrariamente a quanto si possa pensare non è espressione di colite ma una reazione di intolleranza gastro-duodenale per infiammazione in atto.


 


La malattia assume rilevanza clinica quando alcuni segni clinici siano rilevabili con frequenza e intensità:



  • esami ematici o markers specifici alterati

  • tumefazioni addominali o rettali

  • anemia inspiegabile

  • febbricola serotina

  • sforzo eccessivo per defecare


Abitualmente lo svuotamento completo dell’alvo ristabilisce una situazione di evidente benessere.


Talora coesistono intolleranze alimentari che devono essere identificate; si eccede spesso erroneamente nell’etichettare superficialmente come celiaci questi Pazienti che , invece, non lo sono.


La diagnostica deve essere precoce con indagini generali, endoscopiche ( gastroscopia, colonscopia) e completa valutazione ecografica degli organi addominali ; talora è utile la ricerca del sangue occulto e l’esame completo delle feci .


 


Come migliorare i disturbi da intestino irritabile?


Il colon, notoriamente, contiene nelle sue pareti un secondo cervello che è autonomo ma condiziona il benessere del nostro corpo in modo importante .


La prima correzione indispensabile è il ripristino di uno stile di vita dedicato al benessere : sana alimentazione, attività fisica regolare, rimozione delle negatività e dei motivi di stress, riposo regolare ed adeguato : insomma, imparare a volersi bene concretamente ed a proteggersi.


Per ottenere risultati positivi è indispensabile avere la certezza della propria buona salute: quindi eseguire tutti gli accertamenti previsti.


La dieta deve essere regolare ed equilibrata con varietà di alimenti, pasti piccoli e frequenti, assunzione di fibre e acqua a sufficienza. Da evitare lassativi o farmaci non indispensabili .


Molto utile è l’impiego di probiotici per ripristinare un habitat intestinale corretto .


La cosa essenziale è di parlare con il proprio medico dei disturbi e trovare il giusto rimedio seguendo i suoi consigli .


 


Prof. Silvestro Lucchese





ELP: la più moderna, efficace ed indolore cura del prolasso emorroidario


LA NUOVA METODICA INDOLORE E RAPIDA PER LA CURA DEFINITIVA DEL PROLASSO EMORROIDARIO


La ELP – Endo Luminal Prolapsectomy / Prolassectomia endoluminale - è la nuova tecnica chirurgica indolore e rapida per risolvere definitivamente in un solo giorno il problema del prolasso emorroidario/rettale , eliminando i disturbi ed il dolore , riportando al suo posto anche il piano perineale disceso, ripristinandone pertanto anche la corretta anatomia e funzione. La principale caratteristica di questo metodo è di risolvere definitivamente con un solo intervento sia il problema emorroidario sia correggere la situazione a T rovesciata del perineo disceso ripristinandone la V rovesciata della gioventù.



Il prolasso rettale muco-emorroidario è causato dalla sofferenza dei tessuti per l’insufficienza valvolare delle vene emorroidarie : è simile alla sofferenza dei tessuti delle gambe quando vi siano le cosiddette vene varicose. Nel prolasso cedono i legamenti e la mucosa comincia a scivolare nel canale anale con ostruzione al transito delle feci internamente ed all’esterno come si vede nella foto – volutamente offuscata – che mostra un evidente prolasso.


 SINTOMI SOSPETTI CHE NECESSITANO DI VALUTAZIONE SPECIALISTICA



  •  Difficoltà a svuotare le feci

  •  Defecazione incompleta

  •  Sensazione di tappo

  •  Feci sottili o a pezzi o caprine

  •  Uso di aiuti o artifizi per defecare

  •  Associazione con disturbi urinari

  •  Tracce di sangue sulla carta igienica o misto alle feci

  •  Muco nelle feci

  •  Ano umido e maleodorante

  •  Dermatiti perianali

  •  Tracce di liquame nello slip

  •  Prurito o bruciore anale

  •  Dolore durante o dopo la defecazione

  •  Senso di peso perineale e desiderio insoddisfacibile di defecare

  •  Dolori irradiati all’osso sacro

  •  Trasformazione della V rovesciata del perineo in una T rovesciata con scomparsa del punto luce



  •  Discesa del perineo

  •  Protrusione della mucosa ano-rettale


La terapia chirurgica è frutto di una lunga esperienza specifica con gli stapler -strumenti taglia e cuci - che ho iniziato nel 1996 e che ho perfezionato in molti anni, anche all’estero, e in centinaia di casi, molti di elevata complessità, in cui l’ho impiegata riscontrandone l’efficacia.


 La tecnica chirurgica si svolge con:



  •  transezione del retto che impedisce -in modo radicale e definitivo - il reflusso delle vene emorroidarie insufficienti

  •  rimozione della mucosa in eccesso

  •  ricostruzione personalizzata - “ su misura” - dell’ anatomia per una funzione ottimale e ripresa della defecazione finalmente regolare, agevole, completa e soddisfacente .


 Eliminando il prolasso emorroidario vengono così eliminati anche disagi umilianti e molto imbarazzanti: senso di peso, perdite di liquame , ano umido , cattivo odore ( che non è quasi maipercepito dallo stesso Paziente ma riferito dal partner), involontaria perdita di gas, ecc.


Analizziamo ora le caratteristiche della ELP :



  •  È un intervento realmente radicale

  •  E’ effettuato in anestesia locale o generale superficiale– come nella colonscopia -quindi senza intubazione tracheale e con ripresa immediata della propria autonomia

  •  Necessita di un ora di intervento ed un solo giorno di ricovero

  •  Dal giorno successivo si possono, di norma, riprendere le proprie attività

  •  Si svolge con minimo disagio e dolore abitualmente assente: di solito solo un senso di peso transitorio - come per una contusione-

  •  Non vi sono ferite esterne

  •  Le suture sono interne e riassorbibili in una zona alta e indolore del retto - non necessitano quindi di alcuna medicazione o di essere rimosse

  •  La ripresa della defecazione è spontanea, agevole, soddisfacente e non dolorosa

  •  I controlli post-operatori sono pochi e indolori

  •  Sino a guarigione, per ogni necessità è attivo un servizio di tutela con reperibilità certa ed efficace nelle 24 ore.


 Il metodo permette la correzione di esiti sfavorevoli subiti con altri interventi risolvendo anche casi già operati in modo insoddisfacente o doloroso.


L’intervento è di norma indolore perchè infatti è eseguito internamente al canale anale ed in alto, oltre la linea di sensibilità al dolore ( linea pettinata) e, quindi, senza ferite esterne (che sono quelle responsabili del dolore). Dopo l’intervento, il dolore, molto più spesso il disagio, è infatti minimo e solo per pochi giorni oppure, spesso, è assente.


Il ricovero è, in media, di un solo giorno; di norma, si può riprendere subito ogni tipo di attività ed una regolare ed agevole defecazione.


Vi mostro ora due casi clinici: nelle foto osserviamo l’effetto che il tempo, le gravidanze, il sovrappeso, la mancanza di attività fisica hanno prodotto. Il perineo è disceso e la forma a V rovesciata della passata gioventù è ora sostituita da una T rovesciata; la mucosa è scivolata esternamente e la Paziente ha difficoltà di contenzione ai liquami - sporca spesso lo slip, l’ano è spesso umido e con cattivo odore; è depressa ed umiliata perché si vergogna della propria condizione ed i rapporti intimi con il marito sono sempre più rari.


Le foto– volutamente offuscate - mostrano l’evidente prolasso ed il risultato dopo l’ELP.


 Prima dell’intervento chirurgico


 Dopo la terapia chirurgica con ELP


In queste altre immagini, osserviamo il caso di una Paziente in giovane età, longilinea e normopeso; risultaevidente la discesa del perineo e la deformità anale con prolasso, conseguenze della gravidanza; l’intervento chirurgico eseguito con tecnica ELP è stato efficace e risolutivo sia funzionalmente sia esteticamente. Si può notare come, dopo l’intervento, il perineo sia già risalito e la mucosa, ormai stabilizzata esternamente, sia stata riposizionata nella corretta sede con la ripresa di una funzione ottimale.


La V rovesciata del passato è stata ripristinata e il “punto luce” è ora ben evidente.


Prima dell’intervento chirurgico


 Dopo la terapia chirurgica con ELP


DISCUSSIONE SULLA TECNICA ELP: ora analizziamone i pro ed i contro.


Vantaggi:


o ricovero un solo giorno;


o anestesia locale o generale (superficiale);


o senza ferite esterne o necessità di medicazioni;


o estetica personale recuperata con risalita del piano perineale e ripristino del punto luce;


o dolore e disagio minimi;


o rapida ripresa funzionale intestinale con defecazione agevole e svuotamento completo;


o espressione di feci grosse e lunghe


o ripresa immediata delle proprie attività quotidiane.


Svantaggi:


o Disagio o senso di peso locale (poche ore);


o Sensazione di falso stimolo defecatorio, come dopo la diarrea (di solito 1 – 2 giorni) o alterazioni transitorie dell’atto;


o Dieta in bianco senza scorie (almeno per 15-20 giorni);


o Attività lavorativa e sportiva moderata nelle prime due-tre settimane.


CONCLUSIONI


L’ELP – Endo Luminal Prolapsectomy – rappresenta attualmentela metodica chirurgica che abitualmente consiglio poiché obiettivamente ritengo che sia la più moderna, meno dolorosa ed efficace cura definitiva per la correzione del prolasso rettale muco-emorroidario.


Con il lifting ricostruttivo, indolore e radicale, la tecnica chirurgica è concretamente efficace per ripristinare, oltre ad una corretta funzione intestinale, anche un ottimale morfologia estetica dell’ano con risalita evidente del piano perineale ed il ripristino della V rovesciata della gioventù.


Prof. Silvestro Lucchese


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La stitichezza e le emorroidi in gravidanza



Durante la gravidanza la stitichezza può insorgere e complicarsi anche nelle donne che normalmente non soffrono di questo disturbo.


Quali sono le cause della stitichezza in gravidanza ?


Il progesterone ed alcuni ormoni prodotti producono infatti il rilasciamento delle pareti intestinali limitandone i movimenti e rendendone meno efficiente la progressione delle feci. Gli stessi ormoni svolgono anche un’azione rilasciante sulla parete delle vene, aumentando il rischio di emorroidi e varici che nelle donne sono circa due volte più frequenti.


Nei primi mesi di gestazione gran parte dell’acqua contenuta nel colon viene utilizzata per produrre più urina , disidratando quindi le feci, che diventano più dure e quindi difficili da espellere.


Nei mesi successivi, l’aumento di volume dell’utero ed il suo peso occupano molto spazio e provocano una compressione sulle vene del bacino : rendono ancor più difficile la defecazione e sfiancano le vene emorroidarie ( emorroidi) o le vene degli arti inferiori (varici).


Per tutta la gravidanza è opportuno svolgere costantemente un’attività fisica. ingerire una adeguata quantità di acqua ed assumere fibre.



Perché la stitichezza ed anche le emorroidi sono molto diffuse in gravidanza?


Quasi sempre impongono una convivenza scomoda e dolorosa su cui si mantiene un pudico riserbo immotivato.


Aver avuto due o più gravidanze può aumentare il rischio di emorroidi del 20-30 per cento.


Talora dopo il parto, specie quando venga espletato per via naturale, residuano emorroidi, prolasso o deformità estetiche dell’ano che pongono successivamente seri problemi di disagio o anche imbarazzo nell’intimità sessuale.


Ora si possono correggere chirurgicamente e si ottengono agevolmente ottimi risultati, anche in day hospital.


E’ importante parlarne, invece, con lo Specialista perchè oggi esistono terapie idonee e precauzioni che permettono di superare il problema identificando le cause che scatenano l’infiammazione e quali cure siano opportune, soprattutto per attenuare il dolore ed il disagio e prevenire danni più gravi.


Quali sono le cause delle emorroidi in gravidanza?


Frequente complicanza (dal 10 al 35 % dei casi) del periodo più bello nella vita di una donna, le emorroidi insorgono spesso soprattutto negli ultimi mesi proprio per l’ingrossarsi dell’utero, per la pressione del feto sulle grosse vene della pelvi e sulle vene rettali ed anali, che rivestono il canale anale migliorandone la continenza: il deflusso viene ostacolato e le pareti venose vengono così sfiancate.


Talvolta vi sono ulteriori fattori che aumentano la pressione sull’addome (stitichezza, tosse cronica e sollevamento di pesi) e che possono aumentarne la gravità. Spesso esiste una predisposizione ereditaria in famiglia, specie quando qualcuno soffre di problemi di vene varicose, o costituzionale (durante la gravidanza possono infatti insorgere varici della vulva o degli arti inferiori).


Quali complicanze possono dare le emorroidi?


In genere la stitichezza ed i problemi emorroidari in gravidanza tendono a migliorare nei due mesi successivi al parto, quando il progesterone e gli altri ormoni ritornano nella norma.


Talvolta si sono purtroppo già prodotti danni irreversibili nel plesso venoso emorroidario con sfiancamento dei legamenti e prolasso rettale muco-emorroidario, ovvero la protrusione del canale anale con infiammazione cronica locale, erosione della mucosa e conseguenti emorragie. La stitichezza aumenta il rischio di numerose complicanze.


In gravidanza è sempre utile un consulto con lo Specialista Colo-proctologo per prevenire, gestire i sintomi e ricorrere eventualmente al termine della stessa, se e quando necessario, alla chirurgia che ora prevede finalmente la ricostruzione plastica radicale, indolore e definitiva e che restituisce alla parte anche una corretta conformazione estetica e la risalita del perineo.


Le emorroidi, infatti, tendono a peggiorare soprattutto negli ultimi mesi della gestazione quando il peso del feto aumenta notevolmente. Le emorroidi possono acuirsi ulteriormente durante il travaglio e durante il parto, in relazione alla durata, alle dimensioni del bimbo o in seguito all’eventuale insorgenza di complicanze.


Complicanza frequente delle emorroidi in gravidanza, specie quando il parto sia stato difficoltoso, è la trombosi emorroidaria e le ragadi anali che insorgono, quest’ultime, nel 10 % dei casi.


Una spiacevole complicanza della gestazione può essere infatti la stitichezza ostinata, la trombosi emorroidaria o un prolasso, anche grave, con infiammazione e sanguinamento. In questi casi è doveroso un idoneo e corretto trattamento specialistico colon-proctologico.


Come possiamo prevenire la stitichezza e le emorroidi in gravidanza ed il rischio di complicanze ?


Nei primi mesi della gravidanza parte dell’acqua contenuta nel colon viene utilizzata per la maggior produzione di urina, processo che provoca una disidratazione delle feci che diventano più difficili da espellere. Successivamente l’aumento di volume dell’utero, che provoca una compressione dell’area pelvica, rende ancora più difficoltosa la defecazione.


Per tutta la durata del periodo di gravidanza occorre: raggiungere la quantità consigliata di acqua e di fibra, non interrompere l’attività fisica, stendersi più volte durante la giornata.


Le emorroidi e la stitichezza si devono prevenire, infatti , con una adeguata alimentazione ricca di fibre (verdura e frutta, pasta e riso integrali) che stimolano i movimenti intestinali. E’ importante svolgere una particolare attenzione ad una costante attività fisica ed assumere anche molti liquidi: lo scarso movimento fisico, un’alimentazione povera di fibre e d’acqua, la tendenza al sovrappeso o alla obesità conclamata, contribuiscono a creare il problema.


E’ necessaria pertanto:


o una regolare attività fisica;


o una corretta alimentazione e di introduzione di liquidi con almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno;


o un accurato controllo dell’aumento di peso legato alla gravidanza (massimo 9-10 kg al termine);


o una cura della stipsi, eventualmente con l’uso di lassativi blandi;


o l’uso di detergenti a pH acido;


o una idonea terapia antalgica per ridurre il dolore ed il disagio;







La stitichezza e le emorroidi in gravidanza



Durante la gravidanza la stitichezza può insorgere e complicarsi anche nelle donne che normalmente non soffrono di questo disturbo.


Quali sono le cause della stitichezza in gravidanza ?


Il progesterone ed alcuni ormoni prodotti producono infatti il rilasciamento delle pareti intestinali limitandone i movimenti e rendendone meno efficiente la progressione delle feci. Gli stessi ormoni svolgono anche un’azione rilasciante sulla parete delle vene, aumentando il rischio di emorroidi e varici che nelle donne sono circa due volte più frequenti.


Nei primi mesi di gestazione gran parte dell’acqua contenuta nel colon viene utilizzata per produrre più urina , disidratando quindi le feci, che diventano più dure e quindi difficili da espellere.


Nei mesi successivi, l’aumento di volume dell’utero ed il suo peso occupano molto spazio e provocano una compressione sulle vene del bacino : rendono ancor più difficile la defecazione e sfiancano le vene emorroidarie ( emorroidi) o le vene degli arti inferiori (varici).


Per tutta la gravidanza è opportuno svolgere costantemente un’attività fisica. ingerire una adeguata quantità di acqua ed assumere fibre.



Perché la stitichezza ed anche le emorroidi sono molto diffuse in gravidanza?


Quasi sempre impongono una convivenza scomoda e dolorosa su cui si mantiene un pudico riserbo immotivato.


Aver avuto due o più gravidanze può aumentare il rischio di emorroidi del 20-30 per cento.


Talora dopo il parto, specie quando venga espletato per via naturale, residuano emorroidi, prolasso o deformità estetiche dell’ano che pongono successivamente seri problemi di disagio o anche imbarazzo nell’intimità sessuale.


Ora si possono correggere chirurgicamente e si ottengono agevolmente ottimi risultati, anche in day hospital.


E’ importante parlarne, invece, con lo Specialista perchè oggi esistono terapie idonee e precauzioni che permettono di superare il problema identificando le cause che scatenano l’infiammazione e quali cure siano opportune, soprattutto per attenuare il dolore ed il disagio e prevenire danni più gravi.


Quali sono le cause delle emorroidi in gravidanza?


Frequente complicanza (dal 10 al 35 % dei casi) del periodo più bello nella vita di una donna, le emorroidi insorgono spesso soprattutto negli ultimi mesi proprio per l’ingrossarsi dell’utero, per la pressione del feto sulle grosse vene della pelvi e sulle vene rettali ed anali, che rivestono il canale anale migliorandone la continenza: il deflusso viene ostacolato e le pareti venose vengono così sfiancate.


Talvolta vi sono ulteriori fattori che aumentano la pressione sull’addome (stitichezza, tosse cronica e sollevamento di pesi) e che possono aumentarne la gravità. Spesso esiste una predisposizione ereditaria in famiglia, specie quando qualcuno soffre di problemi di vene varicose, o costituzionale (durante la gravidanza possono infatti insorgere varici della vulva o degli arti inferiori).


Quali complicanze possono dare le emorroidi?


In genere la stitichezza ed i problemi emorroidari in gravidanza tendono a migliorare nei due mesi successivi al parto, quando il progesterone e gli altri ormoni ritornano nella norma.


Talvolta si sono purtroppo già prodotti danni irreversibili nel plesso venoso emorroidario con sfiancamento dei legamenti e prolasso rettale muco-emorroidario, ovvero la protrusione del canale anale con infiammazione cronica locale, erosione della mucosa e conseguenti emorragie. La stitichezza aumenta il rischio di numerose complicanze.


In gravidanza è sempre utile un consulto con lo Specialista Colo-proctologo per prevenire, gestire i sintomi e ricorrere eventualmente al termine della stessa, se e quando necessario, alla chirurgia che ora prevede finalmente la ricostruzione plastica radicale, indolore e definitiva e che restituisce alla parte anche una corretta conformazione estetica e la risalita del perineo.


Le emorroidi, infatti, tendono a peggiorare soprattutto negli ultimi mesi della gestazione quando il peso del feto aumenta notevolmente. Le emorroidi possono acuirsi ulteriormente durante il travaglio e durante il parto, in relazione alla durata, alle dimensioni del bimbo o in seguito all’eventuale insorgenza di complicanze.


Complicanza frequente delle emorroidi in gravidanza, specie quando il parto sia stato difficoltoso, è la trombosi emorroidaria e le ragadi anali che insorgono, quest’ultime, nel 10 % dei casi.


Una spiacevole complicanza della gestazione può essere infatti la stitichezza ostinata, la trombosi emorroidaria o un prolasso, anche grave, con infiammazione e sanguinamento. In questi casi è doveroso un idoneo e corretto trattamento specialistico colon-proctologico.


Come possiamo prevenire la stitichezza e le emorroidi in gravidanza ed il rischio di complicanze ?


Nei primi mesi della gravidanza parte dell’acqua contenuta nel colon viene utilizzata per la maggior produzione di urina, processo che provoca una disidratazione delle feci che diventano più difficili da espellere. Successivamente l’aumento di volume dell’utero, che provoca una compressione dell’area pelvica, rende ancora più difficoltosa la defecazione.


Per tutta la durata del periodo di gravidanza occorre: raggiungere la quantità consigliata di acqua e di fibra, non interrompere l’attività fisica, stendersi più volte durante la giornata.


Le emorroidi e la stitichezza si devono prevenire, infatti , con una adeguata alimentazione ricca di fibre (verdura e frutta, pasta e riso integrali) che stimolano i movimenti intestinali. E’ importante svolgere una particolare attenzione ad una costante attività fisica ed assumere anche molti liquidi: lo scarso movimento fisico, un’alimentazione povera di fibre e d’acqua, la tendenza al sovrappeso o alla obesità conclamata, contribuiscono a creare il problema.


E’ necessaria pertanto:


o una regolare attività fisica;


o una corretta alimentazione e di introduzione di liquidi con almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno;


o un accurato controllo dell’aumento di peso legato alla gravidanza (massimo 9-10 kg al termine);


o una cura della stipsi, eventualmente con l’uso di lassativi blandi;


o l’uso di detergenti a pH acido;


o una idonea terapia antalgica per ridurre il dolore ed il disagio;






COME VIENE CURATA ABITUALMENTE LA STITICHEZZA

L’esperienza clinica, purtroppo, evidenzia un gravissimo fattore di rischio, assai frequente in Italia: la cura della stitichezza nel 50 % dei casi è gestita direttamente dal paziente con auto-prescrizioni e tentativi più o meno efficaci, quasi sempre senza aver consultato un medico o senza aver almeno eseguito gli accertamenti di base sugli organi interessati.
Circa la metà dei pazienti affetti da stitichezza si cura infatti da sola, ascoltando consigli di conoscenti, riportando le esperienze ed i sintomi di altri al proprio caso e, spesso, cercando di identificarsi con le cure più comode, quindi ricorrendo alle auto-prescrizioni o ai consigli del farmacista circa sintomi solo riferiti.
Nella maggioranza dei casi, queste persone considerano la stitichezza come una malattia e non come un sintomo come realmente è.

Ricordiamo che la stitichezza è sintomo quasi sempre di disfunzioni dell’apparato digerente, ma può esserlo anche di altre malattie, talvolta insidiose, da escludere o della cui presenza conviene esserne a conoscenza per agire in tempo.

Purtroppo queste persone non hanno mai svolto alcuna indagini specifica oppure hanno ricevuto diagnosi vaghe ed indirette e possono rischiare molto…
Solamente nel 10 % dei casi il paziente è stato visitato da uno specialista (Gastroenterologo o Colonproctologo); nel restante 40 % dei casi è stato consigliato da medici di famiglia o di svariate specializzazioni.

Risulta evidente da quanto sopra, il grave rischio clinico a cui il paziente vada incontro, poiché la stipsi viene curata a compartimenti stagni e, nel 50 % dei casi, solo con auto-prescrizione, senza che alcuna diagnosi ne abbia accertato le reali cause.

COME SI CURA LA STITICHEZZA CON UN METODO SCIENTIFICO

Un metodo scientifico di inquadramento e cura è essenziale per ottenere una precisa diagnosi, risultati certi e costanti nel tempo.
Il mio metodo è stato denominato “VITA NOVA” poiché persegue una visione olistica del paziente, ovvero non considera solamente il sintomo ma l’inquadramento clinico globale (corpo- mente-emozioni- personalità ).
Persegue uno studio completo ed una terapia efficace che rinnovi tutte le funzioni e le mantenga nel miglior modo, correggendo i disturbi che affliggono il corpo e che non sono mai limitati al solo sintomo stitichezza ma coinvolgono molteplici elementi fisio-patologici, funzionali ed organici.
Il metodo svolge una valutazione clinica completa anche di eventuali interferenze di cure, malattie in atto o abitudini comportamentali, con particolare riguardo per la stitichezza e l’obesità.
L’obiettivo primario è ottenere il ripristino della normale funzione intestinale, l’azzeramento dei sintomi, la depurazione intestinale, la cura e la riconversione personalizzata, sempre con un’assistenza continuativa diretta per tutto il ciclo ed anche dopo per mantenere il giusto peso ed il benessere ritrovato.
Con il metodo scientifico “VITA NOVA”, ogni paziente segue quindi un percorso clinico personalizzato con lo studio e l’inquadramento sia delle cause della stitichezza sia della vita di relazione (psicosomatica), con la correzione di diete ed abitudini errate o dannose, con metodi diagnostici completi e con le terapie più attuali ed efficaci per la cura della stitichezza ed anche delle sue eventuali conseguenze (emorroidi, ragadi, prolasso, colite)
Dopo una precisa diagnosi, si deve eliminare quanto vi sia di dannoso nella nostra vita, nelle nostre abitudini e nella funzione intestinale e , quando necessario, principalmente curare e integrare sempre con prodotti naturali, per ristabilire e, soprattutto, mantenere il benessere del nostro intestino e del nostro corpo in uno stile di vita che sia realmente sano.






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tra poco le informazioni di Italiasalute.it
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